venerdì 23 giugno 2017

La legge italiana sullo jus soli non rispetta la Dottrina sociale della Chiesa.

Le considerazioni che seguono inducono a chiedersi cosa spinga alti prelati, nella specie rappresentanti della CEI, ad assumere posizioni così lontane dal bene comune.

Il disegno di legge (DDL S. 17) in discussione in queste settimane in Senato, volto a modificare la vigente legge 91/1992, introducendo in Italia una forma temperata dello ius soli (diritto del suolo) in sostituzione dello ius sanguinis (diritto del sangue) vigente, oltre ad nuovo diritto (detto ius culturae <sic>) che riguarderebbe il diritto di cittadinanza per tutti coloro che frequentano in Italia un intero ciclo scolastico, suscita numerose perplessità dal punto di vista del bene comune ed in specifico da quello del pensiero sociale cristiano.

Lo Stato e le famiglie straniere

In questa sede ci limitiamo ad analizzare una sola ragione di forte perplessità che concerne il rapporto tra Stato e famiglie straniere, residenti in Italia. Il disegno di legge prevede un intervento automatico e obbligatorio dello Stato volto a conferire la cittadinanza italiana a tutti i minori stranieri che nascono all’interno dei confini del nostro Paese o che frequentano almeno cinque anni scolastici. Questo modo di procedere, che già esiste nel nostro ordinamento, è tuttavia giustificato solo nei casi d’emergenza in cui lo straniero, per le circostanze particolari della sua nascita o del suo arrivo in Italia, rischi concretamente di rimanere senza alcuna cittadinanza cadendo nello stato di apolidia. Lo Stato dunque si sente legittimato ad attribuire d’imperio una cittadinanza ad una persona minore per scongiurare questo evento che ha conseguenze dannose, facilmente immaginabili, per la stessa persona e per il bene comune.

Oggi ricordiamo e ci affidiamo al Sacro Cuore di Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30.
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti è soave e il mio carico leggero».

A Reggio-Emilia tutto prosegue indisturbato - Cristiano Lugli

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Tutti ricorderanno il Comunicato stampa che il Vescovo di Reggio-Emilia, Mons. Massimo Camisasca, ha reso pubblico in data 27 Maggio 2017 a proposito della riparazione indetta dal Comitato "Beata Giovanna Scopelli" e di tutti i contorni coloriti.
Rispetto alla questione della Parrocchia di Regina Pacis, dove il parroco, don Paolo Cuigini, responsabile dell'intera Unità Pastorale Santa Maria degli Angeli, organizza da circa un anno e mezzo incontri di preghiera per persone LGBT, Sue Eccellenza Camisasca aveva espresso quanto segue:
"Per quanto riguarda in particolare le iniziative di queste settimane, sono contento che persone con orientamento omosessuale si trovino a pregare sotto la guida di un sacerdote e con la partecipazione di altre persone. Questa proposta non deve avere nulla a che fare con l’adesione a quei gruppi Lgbt che rifiutano e irridono la dottrina della Chiesa" 

giovedì 22 giugno 2017

Pio XII: preghiera alla « Madonna dell’aiuto »

In questi frangenti sempre più minacciosi per la nostra fede e la nostra civiltà, compresa la nostra identità nazionale, ricorriamo alla Preghiera alla «Madonna dell’aiuto», composta da Papa Pio XII nel 1954, Anno Mariano, nel corso del quale Papa Pacelli aveva solennemente incoronato, nella Basilica di San Pietro, l’antica icona di Maria Salus populi romani, venerata nella Basilica di Santa Maria Maggiore. 
Nella Cappella a Lei dedicata proprio nella Basilica Liberiana, il Pontefice aveva celebrato la sua prima Santa Messa, dopo l’ordinazione sacerdotale, il 3 aprile 1899. Alla Vergine, davanti alla stessa immagine, il Papa aveva consacrato la sicurezza di Roma durante la seconda guerra mondiale e aveva attribuito al suo materno intervento la liberazione della città dall’occupazione nazista, nel giugno 1944: «Con indicibile riconoscenza noi veneriamo la Santissima Madre di Dio e Madre nostra, Maria, che al titolo e alle glorie di Salus populi romani ha raggiunto una nuova prova della sua benignità materna, che rimarrà in perenne memoria negli annali dell’Urbe». Ed ecco la sua invocazione, che facciamo nostra:
Vergine benedetta, Madre di Dio e Madre nostra, che nel titolo di « Madonna dell’aiuto » non cessi di ricordare ai tuoi devoti i prodigi onde ci assicurasti della tua materna protezione, guarda pietosa alle nostre necessità e alle nostre miserie, e vieni ancora una volta in nostro soccorso.
Dal tuo aiuto, o Maria, i poveri aspettano il pane, gl’infermi la salute, i disoccupati il lavoro, tutti la preservazione da nuove calamità e da nuove rovine.
Ma il bene di cui ha soprattutto bisogno la generazione che ti prega, è il tuo Figlio, o Maria, che il mondo vorrebbe bandito dalla vita, dalla famiglia, dalla società, dove tutto si attende dalla materia, dalla forza e dagli umani disegni.
Aiutaci, o Maria, a custodire gelosamente o a ritrovare questo bene, senza il quale ogni altro dono è illusione, inquietudine e veleno.
Per Te, o Madre, rientri Gesù nelle menti traviate per dissiparne gli errori con la luce della sua Persona e del suo Vangelo. Rientri nei cuori pervertiti, con la purezza dei costumi, la modestia della vita, la carità, che vince ogni egoismo. Rientri nelle famiglie e nella società per riprendere i suoi diritti di Signore e di Maestro.
Da Te protetti e assistiti, tutti, o Maria, sperimenteremo l’efficacia del tuo patrocinio: « Madonna dell’aiuto » ti sentiremo in tutti i momenti della nostra vita terrena: nelle avversità per non restarne abbattuti, nelle prosperità per non riuscirne corrotti; nel lavoro per ordinarlo in Dio, nella sofferenza per accettarla con umiltà.
Per Te vivremo con le virtù del Vangelo, nel timor santo di Dio, nel suo amore, nella fraterna carità che benefica, sopporta e perdona. Aiutati dalla tua potente intercessione, questa vita sarà per i tuoi figli vittorioso combattimento, sarà nella fede e nella pietà sincera degna preparazione all’eterna. Così sia.

mercoledì 21 giugno 2017

L’imbecille globale è al potere - Marcello Veneziani

Marcello Veneziani è una delle poche voci non allineate con l'imbecillità ampiamente illustrata di seguito. Si nota un'omissione; ma forse è dovuta ad un rispetto che lo stesso alto personaggio non ha per il sacro Soglio...

Ogni mattina, pomeriggio e sera, ovunque tu sei e a qualunque fonte d’informazione ti colleghi – video, radio, giornali, web ma anche film, concerti, omelie, lezioni a scuola o all’università, discorsi istituzionali – c’è un Imbecille Globale che ripete sempre lo stesso discorso: “Abbattiamo i muri, niente più frontiere tra popoli, fedi, razze, sessi e omosessi, non più chiusure in nazioni, generi, famiglie, tradizioni ma aperti al mondo”.

Te lo dice come se stesse esprimendo un’acuta e insolita opinione personale, originale; finge di ribellarsi al conformismo della chiusura e al potere del fascismo (morto da 72 anni) mentre lui, che coraggioso, che spregiudicato, è aperto, non si conforma, ha la mente aperta, il cuore aperto, le braccia aperte, è cittadino del mondo. Sfida i potenti, lui, che forte.

La modernità come grande progetto gnostico. A proposito di un recente libro di Giovanni Turco su Cornelio Fabro

Ѐ possibile che un filosofo cattolico sia trascurato, e talvolta osteggiato, proprio per la sua grandezza? Ѐ possibile, anzi è accaduto e accade per Padre Cornelio Fabro. Naturalmente, per lo stesso motivo, ci sono i suoi estimatori, come Giovanni Turco che ha appena dato alle stampe il libro “Razionalità e responsabilità. Il pensiero giuridico-politico di Cornelio Fabro” (Studium), oppure i Padri dell’Istituto del Verbo Incarnato che ripubblicano l’intera opera di Fabro all’interno del “Progetto culturale Cornelio Fabro”. In generale però viene trascurato dalla cultura alla moda, proprio perché grande. Grande nel senso che ha ricondotto tutti i problemi alla loro matrice teoretica, tutti i nodi al nodo primario e concettuale di fondo, tutti gli errori ad un errore primordiale. Fabro è andato fino in fondo, o, meglio, fino alle origini degli errori moderni ribadendo l’origine delle verità filosofiche di fondo a cui bisogna attenersi. Un pensiero senza sconti, in altre parole, un rigore senza sbavature, una coerenza che induce ad un esame di coscienza teoretico impietoso. Questa è la sua grandezza e perciò il suo pensiero disturba, perché mette con le spalle al muro.

martedì 20 giugno 2017

Perché la morte diventa obbligatoria?

Charlie Gard ha una malattia mitocondriale, che leva forza a tutti i suoi muscoli, ma non causa dolore. Non è in coma. Quindi è verosimile che riesca a percepire la voce e le carezze della mamma e del papà e a provarne piacere. Una vita piccola. Il cervello umano ha capacità straordinarie di adattamento. Si adatta a una vita piccola, soprattutto se in questa vita c'è gioia. I medici inglesi ritengono Charlie senza speranza e ritengono che la sua vita debba finire. I genitori hanno raccolto oltre un milione di sterline per portare Charlie in USA dove c'è una cura sperimentale. I medici inglesi obbiettano che non è certo che la cura possa essere utile a Charlie è sperimentale e quindi non se ne conoscono gli effetti collaterali.
Per quanto possa essere infinita la nostra fede nelle potenzialità dell'imbecillità umana, questa è troppo grossa.
Preferite una morte certa e certamente priva di effetti collaterali a una cura incerta? Vi hanno lobotomizzato o siete nati scemi?
I genitori sono esseri umani e vostri cittadini e hanno il diritto di portare il loro bimbo dall'altra parte del mondo, di tentarle tutte. Se poi la cura non gli fa bene e gli fa male, tranquilli, sarete sempre in tempo a presentarvi con la pietosa proposta della vostra morte statale.
Ma perché imporla a tutti i costi anche ora? C'è qualcosa di mostruoso e di strumentale, come se dovesse passare il principio della morte obbligatoria contro il parere di tutti, familiari inclusi.
E se la cura funzionasse?
E se domani qualcuno trovasse una cura perfetta.
E se il piccolo stesse vivendo una vita piccola e piena di gioia?
Perché ai genitori del piccolo è negato il permesso di portarlo fuori dalla Gran Bretagna?
Perché possono essere costretti ad assistere alla morte statale del loro bambino?
Perché abbiamo abdicato alle nostre vite a favore dello stato.
Perché fuori dalla legge di Dio le vite piccole non hanno valore.
Silvana de Mari

Un'altra lettera dei quattro cardinali al papa. Anche questa senza risposta

Un buon segno, il nuovo passo compiuto dai 4 Cardinali nei confronti del Papa segnalato da Sandro Magister [qui]. Devono procedere gradualmente e alzare il tiro poco alla volta, anche per ampliare il consenso alla loro azione nella Chiesa universale. Finora hanno proceduto lentamente, è vero, però non mollano e continuano a mettere in difficoltà il Papa (e chi lo appoggia) e con argomenti molto precisi, basasti sui fatti: Papa Francesco sta creando uno scisma nella Chiesa. 
Link di riferimento: l'articolato testo dei 'Dubia'; l'indice degli articoli sull'AL: l'elenco di coloro che hanno espresso esplicito sostegno ai 4 cardinali.

A distanza di sette mesi dai "dubia", papa Francesco ha ricevuto a metà di questa primavera un'altra lettera dagli stessi quattro cardinali, firmata da Carlo Caffarra a nome degli altri tre: Walter Brandmüller, Raymond L. Burke e Joachim Meisner.

E anche a questa lettera, come già ai "dubia", egli non ha risposto.

I quattro cardinali chiedevano al papa di essere ricevuti in udienza. Per parlare con lui delle divisioni generate da "Amoris laetitia" e della conseguente "situazione di confusione e smarrimento" di larga parte della Chiesa.

La lettera è nelle mani di Francesco dal 6 maggio. Ma la prolungata assenza di una risposta ne ha ampliato la natura. Come già è avvenuto per i "dubia", i quattro cardinali ritengono ora giusto che la lettera sia offerta alla riflessione dell'intero "popolo di Dio", dal quale sale la domanda di chiarezza a cui essi danno voce.
Il testo integrale della lettera è riprodotto più sotto.

Varese, “La lobby Lgbt contro le nostre preghiere”

Avevamo promesso i dettagli sulla 'Riparazione' di Varese. Eccoli di seguito. Ai nostri amici di Varese avevamo segnalato anche questa profanazione mai riparata - riguardante proprio il Sacro Monte, luogo provvidenzialmente prescelto per l'iniziativa - affidandola loro in pectore per la contestuale riparazione, pur senza farne cenno per non destare ulteriore scalpore indiscriminato. Mi è stato detto che ne avrebbero parlato col sacerdote. Attendo conferma per sapere com'è andata anche a questo riguardo.

C’è un paese in cui si rende necessaria la presenza di quattro agenti della Digos per garantire l’incolumità di un singolo cristiano che prega il rosario sul sagrato del duomo cittadino.
Non è, o meglio non è ancora, uno stato a maggioranza islamica; è tuttavia certamente uno stato asservito alla lobby lgbt.
E’ quello che succede in Italia, per la precisione a Varese, durante il gay pride che si è svolto sabato 17/6/17.
Ma non si tratta di un caso isolato: durante il mese di giugno, tradizionalmente dedicato alla devozione del Sacro Cuore, il nostro povero stivale è percorso dalle brigate arcobaleno, generosamente foraggiate da istituzioni pubbliche, amministrazioni locali e imprese private in cerca di facili consensi.
Niente può e deve contrapporsi alla patetica sfilata di un’umanità che, oppressa da chili di trucco, parrucche, piume e pailletes nasconde il proprio volto tragico e degradato.

lunedì 19 giugno 2017

Video scioccante del papa e altri capi religiosi

Che ne pensate? I prodromi della nuova religione mondiale?


Riporto la chiara replica del lettore PP a chi si ostina a non vedere l'inganno:

E' tutto un fiorire di studi in comune, di iniziative in comune, di liturgie in comune, insomma di fatto sta avanzando a grandi passi il grande inganno di una sorta di religione mondiale umanitaria, praticabile da tutti in nome della pace universale e del bene dei popoli. Una "religione" che sicuramente piace alle Logge e all'ebraismo liberale. E'un'opera assurda, cui certi capi religiosi concorrono per puro calcolo. DAl punto di vista cattolico, tali aperture costituiscono aperta contraddizione con la missione della Chiesa, che deve essere sempre quella di convertire i popoli a Cristo (lo ha detto il Signore risorto in persona). Costituiscono peccato. 
Di queste aperture abbiamo visto come sappia approfittare da tempo l'islam per invaderci al fine di schiacciarci con il numero e sottometterci. Perciò queste iniziative ecumeniche, miranti alla "pace", sono condannate a sortire l'effetto opposto. Si sta preparando irresponsabilmente il terreno a tremendi disordini, a guerre sanguinose, come quelle che vediamo in Siria e Iraq, a meno che ovviamente certi popoli, rincitrulliti dai vizi e dai cattivi maestri laici ed ecclesiastici, non stiano già preparandosi a sottomettersi o a diventare maomettani. A tradire, insomma, con i loro preti per primi.